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D. 20/05/2002

- L'uso dei materiali locali ha fortemente caratterizzato nel colore e nella struttura l'architettura di questi luoghi, che si armonizza con l'ambiente circostante.

- Diversi sono i manufatti architettonici sparsi nell'isola che testimoniano la presenza in questi luoghi delle diverse popolazioni.

-Torri arabe, fortezze normanne, strutture del XV sec., nonchè stabilimenti per la trasformazione del tonno (tonnara florio) veri e propri "monumenti di archeologica industriale" testimonianza di un processo evolutivo legato alla principale attività produttiva nella storia di Favignana e dell'intero arcipelago;

- dal punto di vista archeologico la maggiore concentrazione di testimonianze si trova sul Massiccio montuoso di "Montagna Grossa" in cui vi sono ben ventidue grotte di interesse preistorico. Si tratta di una grande necropoli con tombe a forno scavate nella roccia, di cui molte riutilizzate in epoca romana.

-Ad epoca successiva, tra la fine dell'VIlI sec. a. C. e l'inizio del VII sec. a. C. è assegnabile l'insediamento di Cala San Nicola che testimonia la presenza in contrada Bosco di genti semitiche, Fenici prima e Punici poi.

- Di straordinario interesse dal punto di vista epigrafico è la "Grotta del Pozzo" perchè contiene dieci iscrizioni di notevole interesse.

- La grotta ritenuta tomba punica a camera, ma anche luogo di culto, reca inoltre raffigurazioni frecciformi e di pesci, che ne attestano la frequentazione in epoca cristiana.

- In contrada "Badia" si trovano i resti di un ninfeo o di un piccolo impianto termale di età romana e a questa stessa fase è da attribuire l'impianto per la lavorazione del pesce rinvenuto a Punta San Nicola;

- Considerato che l'isola di Marettimo, estesa per 12 kmq, è il vero "gioiello dell'Arcipelago" ed è la più interessante dal punto di vista naturalistico;

-è la più montuosa, aspra, scoscesa e selvaggia di tutte le isole. È una montagna alta e alpestre, non forma alcun seno accessibile, la parte che guarda a ponente è quasi inaccessibile, quella di levante è poco meno inclinata;

- dal punto di vista geomorfologico l'isola estesa per kmq 12, si presenta come un unico imponente rilievo calcareo costituito da una dorsale che raggiunge il suo culmine nei suoi mt 686 di Pizzo Falcone.

- I versanti settentrionali ed occidentali sono invece caratterizzati dalle scoscese rocce dolomitiche con alte guglie, e ripidissime falesie;

-dal punto di vista paesaggistico, di intatta bellezza sono le coste di Marettimo frastagliate da cale e insenature che difficilmente raggiungibili via terra si sono preservate da trasformazioni ed interventi.

- Di particolare suggestione sono le numerose e notevoli grotte che si aprono in tutti i versanti, tra le quali famose sono quelle denominate "Del Tuono", "Del Presepe", "Del Cammello".

- L'isola offre, singolari quadri naturali e la possibilità di godere panorami di incomparabile bellezza;

- dal punto di vista vegetazionale e naturalistico l'isola conta numerosi tipi di flora alcuni dei quali endemici ed in particolare le "rupi" sono da considerarsi un eccezionale "luogo botanico" dal punto di vista scientifico, così come documentato da due grandi studiosi dell'ottocento, Gussone e Lo Jaco-

-Il paesaggio vegetazionale predominante è quello della macchia mediterranea a rosmarino, etica, lentisco e cistu.

-Nelle espressioni di macchia forestale più esuberanti si trovano leccio e dafne. In alcune zone sono stati effettuati interventi di rimboschimento con conifere ed acacee.

-La flora assume caratteri di unicità sulle pareti verticali dove hanno trovato rifugio alcune espressive associazioni vegetali uniche nel loro genere, con endimismi antichissimi, che documentano il prolungato isolamento dalla terra madre. Gli unici spazi che la natura accidentata dell'isola ha concesso all'agricoltura si trovano subito sopra l'abitato e comunque non risultano coltivati; dal punto di vista architettonico l'abitato di Marettimo conserva le caratteristiche del tipico insediamento marinaro con piccole case con tetto piano a terrazzo, quasi prive di sporgenza sui fronti ed un semplice sistema viario che degrada dalle pendici della collina verso il mare.

- La tipologia costruttiva mostra delle caratteristiche unitarie, sia formali che funzionali, che contribuiscono profondamente alla creazione del peculiare paesaggio dell'arcipelago.

- L'abitato si sviluppa in un'insenatura naturale e le singole residenze si adagiano alla morfologia del luogo, integrandosi profondamente all'ambiente.

-Sull'estremo lembo nord-occidentale dell'isola troviamo i ruderi di un edificio di probabile origine araba e il castello di Punta Troia costruito nel XVII secolo dagli spagnoli, sul luogo dove in epoche precedenti saraceni e normanni avevano edificato torri di avvistamento;

- dal punto di vista archeologico l'isola che è menzionata dalle fonti classiche come "hieronesos" e cioè "isola sacra" ed è ricordata come punto di approdo e rifugio della flotta cartaginese prima e dopo la battaglia delle Egadi, conserva nella contrada "Le Case" un tratto di muro megalitico di epoca preromana.

-Vi sono inoltre i resti di una costruzione romana in opus caementicium in posizione dominante, forse i resti di un posto di avvistamento. Nei pressi sorgono i resti di una chiesetta basiliana dell'XI - XII sec. d. C.

-I rinvenimenti sottomarini sono frequentissimi nelle acque di Marettimo;

- per lo più consistono in ceppi d'ancora oltre che in anfore di età ellenistica, punica e romana;

- Considerato che l'isola di Levanzo l'antica Phorbantia separata da Favignana da un breve tratto di mare, estesa 5 kmq, è la più piccola delle Egadi, è interamente montuosa e buona parte delle sue coste è strabiombante e inaccessibile. La sua importanza è data soprattutto dalle sue valenze naturalistiche;

-dal punto di vista geomorfologico quest'isola si differenzia per ampi caratteri sia da Marettimo che da Favignana.

- La modesta estensione, la particolare giacitura degli strati e le modifiche indotte dalla tettonica costituiscono delle particolarità non riscontrabili nel resto dell'arcipelago. Sull'isola si distingue principalmente il rilievo di Pizzo del Monaco di quota 278 s.l.m. di forma allungata in direzione NO-SE con pareti acclivi che nelle zone pedemontane vengono spesso addolcite da una coltre detritica. Tale complesso comincia a degradare verso il mare con forme piuttosto aspre a Punta dei sorci, a Punta Genovese e a Punta Pesce;

- in particolare nel tratto compreso tra Punta Genovese e Punta Pesce si osservano alcuni gradini morfologici anche molto estesi.

- Il resto dell'isola è costituito da un esteso altopiano interrotto localmente da rilievi di forma arrotondata(Pizzo Corvo e C/da Torre).

-In alcune zone si osservano delle coperture di materiale detritico, rielaborato dall'azione marina ed in parte cementato, che colma preesistenti depressioni creando cosi delle sottili e poche estese linee di spiaggia.

-La linea di costa è molto varia e tormentata: si distinguono, infatti, pareti molto alte e ripide nel tratto compreso tra cala Calcarea e Punta Genovese, pareti meno acclivi tra Punta Genovese, Punta Pesce, mentre da quest'ultima punta fino Punto Altarello si individuano cale di forma squadrata.

-Peculiarità di un certo rilievo sono da evidenziare nel versante meridionale di Punta del Monaco in corrispondenza di Punta Pesce in cui si sono riscontrati dei crolli sparsi che conferiscono un particolare aspetto morfologico alla zona;

- da un punto di vista paesaggistico la sua bellezza sta soprattutto nell'integrazione e nel contrasto tra le acque limpidissime e la montagna dove una vegetazione naturale a gariga, con grandi agavi e zone di rimboschimento rappresentato da Pinus, Eucaliptus ed acacia determinano un paesaggio vegetale quanto vario ed espressivo di una situazione seminaturale in cui gli elementi dell'attività antropica si fondano con le potenzialità naturali.

-Di particolare valore paesaggistico è inoltre il faraglione a non più di 50 mt dalla riva che ospita ormai stabilmente una colonia di gabbiani, e le numerose cale quali Cala Minnola, Cala Fredda e Cala Dogana etc...

- Dal punto di vista vegetazionale e naturalistico, l'isola ad esclusione della pianura di contrada "Il Fosso" si presenta principalmente ricoperta da fitta coltre di macchia mediterranea, di natura spontanea integrata da piante a-

- In questi ambiti sono oggi quasi del tutto assenti i fenomeni di antropizzazione, per cui sono ancora salvi i caratteri di accentuata naturalità.

-Sull'altopiano detto la "Fossa" si concentravano nel passato le poche aree coltivate, la cuicoltura predominante era costituita dalla vite.

- Tali terreni, nel tempo sono stati abbandonati, e usati per il pascolo e l'incolto, ciò ha favorito la ricostruzione di aspetti di vegetazione naturale e la comparsa di numerose aree con vegetazione ruderale;

- dal punto di vista architettonico il piccolo nucleo abitativo si sviluppa nella parte meridionale dell'isola e si affaccia sulla splendida Cala Dogana, su un ripido versante tra la timpa ed il mare ed è sormontato da un costone roccioso. Ha il tipico aspetto di villaggio marinaro. La natura del luogo ha dato la forma urbana all'insediamento che (privo di piazza) si arrampica per scale e piccole strade sulla collina. Mentre le abitazioni si affacciano sulla stretta spiaggia sottostante.

-Elemento di spicco per la sua stessa posizione e dimensione è "Villa Ada" o "Villa Burgarella" con il giardino circostante articolato in terrazzamenti e muretti a secco che rimarcano le curve di livello del terreno, mentre la rimanente area è di particolare valore estetico, scientifico, botanico e geomorfologico in quanto costituita da un ambiente roccioso e da una macchia arbustiva e da gariga tipiche del paesaggio mediterraneo.

- Altre emergenze architettoniche di rilievo sono la Torre saracena sopra Cala Minnola e le case Florio in contrada Le Case;

-dal punto di vista archeologico importanti sono le tracce lasciate dall'uomo sin dal Paleolitico superiore.

-Nella grotta di Cala Genovese (o del Genovese) si trova uno dei più straordinari complessi figurativi di arte rupestre preistorica.

- Le raffigurazioni si distinguono in due cicli artistici differenti per tecnica ed età.

-Il ciclo più recente è costituito da pitture in colore nero ad eccezione di una in ocra rossa, riproducenti circa un centinaio di figure antropomorfe, zoomorfe e simboliche: per i confronti con l'arte franco-cantabrica vengono datate ad epoca neo-eneolitica.

- Il secondo ciclo, più antico perchè riferibile al Paleolitico superiore (10.000 anni a.C.), è costituito da raffigurazioni incise riproducenti 29 animali e 3 figure umane. Lo stile di queste incisioni è naturalistico, le figure degli animali, visti di profilo, consistono in bovidi, cervidi ed equidi;

-tra questi ultimi compare anche l'equus hydruntinus, oggi estinto.

-Le altre grotte per i ricchi depositi antropozoici, testimoniano una eccezionale richezza di industrie litiche del Paleolitico superiore. Le successive fasi, fenicio-punica ed ellenistica, sono riscontrabili in diverse parti dell'isola per la presenza in superficie di frammenti ceramici.

- Al periodo romano è attribuibile infine, oltre a varie testimonianze di mosaici, tesoretti, monetali, ecc. un importantissimo impianto scoperto a Cala Minnola destinato alla produzione del garum;

- Considerato che Maraone e Formica poste fra Levanzo e la costa trapanese possono considerarsi più scogli che isole.

-Maraone, infatti, è un grosso scoglio lungo 600 m piatto e deserto.

-Formica è un isolotto largo 680 m ed è caratterizzato soprattutto dai fabbricati della vecchia tonnara, non più in funzione.

-Notevole è il loro valore dal punto di vista naturalistico.

- L'arcipelago delle Egadi, riveste, inoltre notevole importanza sotto il profilo faunistico, infatti la conformazione stessa del suolo, uniforme per la predominanza della roccia affiorante, ma tuttavia differenziata nella struttura, dà luogo ad ambienti particolarmente adatti ad un popolamento faunistico diversificato.

 

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